lunedì 5 novembre 2007

VORTICISMO

 RICERCHE A CURA DI D. PICCHIOTTI



In Inghilterra, nel 1913, prende vita un movimento culturale che si definisce Vorticismo e che appunto nella raffigurazione di forme a vortice vuol esprimere il concetto di energia e di forza inserendo nella pittura movimento e dinamismo. E' una corrente stilistica che avrà breve durata (1913-1915) ma che riveste una certa importanza per essere la prima espressione di un astrattismo inglese che si sviluppa parallelamente alle prime manifestazioni non figurative in tutta Europa, sotto la spinta delle opere rivoluzionarie di Francis Picabia e soprattutto Vasilij Kandinskij.
Il termine Vorticismo è stato coniato da Ezra Pound, assieme a Wyndham Lewis fondatore della rivista "Blast : a review of the Great English Vortex" desumendolo da un'affermazione di Umberto Boccioni, che definiva l'arte come risultato finale di un vortice di emozioni: in realtà esso ha molti punti di contatto con con la poetica Futurista, oltre che con quella cubista, entrambe interessate alla possibilità di inserire nella bidimensione della tela l'effetto dinamico l'una del movimento nello spazio, l'altra del movimento indotto dal trascorrere del tempo. Non vi sono dubbi, infatti, sulle aspirazioni dinamico-plastiche del Vorticismo, i cui germi sono facilmente rintracciabili nelle operazioni analitico-compositive del Cubismo, nell'astrattismo spiritualistico di Der Blaue Reiter, nelle istanze moderniste del Futurismo, configurando questa corrente come la risposta inglese alle tendenze artistiche del continente, dove tutti i fenomeni culturali avanguardisti presentano sempre una maggior omogeneità per le maggiori possibilità di osmosi.
Uno dei massimi rappresentanti del Vorticismo fu l'artista-letterato-poeta Wyndham Lewis, autore del manifesto del movimento, mentre nel campo delle arti figurative si può dire che il più significativo rappresentante dell'avanguardia londinese fu David Bomberg, pittore e scultore di origine polacca, che sviluppò la sua poetica astratta dopo una personale esperienza bellica che lo segnò profondamente.
Il linguaggio di Bomberg è tipicamente vorticista, spigoloso e duro, con giochi di linee geometriche che generano immagini vorticose impetuosamente dinamiche molto prossime all'astrazione totale, inizialmente fortemente influenzato dal cubismo, poi progressivamente liberato dalla figuratività imitativa e dalla verosimiglianza cromatica per giungere ad una personale interpretazione del Futurismo, dominata da ritmi obliqui e colori contrastanti anche al di fuori degli stilemi propri di questa corrente.
 

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