sabato 3 novembre 2007

Storia dell'icona ucraina a cura di danilo picchiotti

RICERCHE A CURA DI D. PICCHIOTTI

La Rus 'di Kyiv-Ucraina ha adottato da Costantinopoli o dalle scuole di iconografia da essa dipendenti sia la tecnica che lo stile e perfino gli iconografi ed i mosaicisti. Benchè abbia conservato la tradizione dell'iconografia bizantina, da poco la Rus-Ucraina ha sviluppato un suo proprio stile e una sua propria versione. Nello stile della Rus-Ucraina prevale un'interpretazione dei volti più delicata, con colori più chiari e leggeri e l'imposizione abile dell'oro sullo sfondo delle icone, sui nimbi e sulle decorazioni degli abiti, particolarmente gli abiti di Gesù Cristo e della Madre di Dio. Questa tecnica della sovrapposizione di sottili strati d'oro sull'icona è chiamata assist.
Una grande attenzione è data all'sovrapposizione graduale degli strati trasparenti dei colori e della loro fusione delicata; gli strati sono chiamati acquerello. Quindi, le linee decisive delle composizioni tradizionali non sono state lanciate da parte. Nestor il Cronista dice che l'iconografo più famoso dei tempi della Rus' di Kyiv fu Alimpij, un monaco del monastero delle Grotte di Kyiv. Alimpij, ha lavorato dalla fine dell'undicesimo all'inizio del dodicesimo secolo, aveva imparato dai greci poi è diventato un iconografo indipendente ed originale. È considerato l'autore della maggior parte delle icone nella cattedrale della Dormizione della Madre di Dio nel monastero delle Grotte. La scuola di Kyiv ha istruito molti altri iconografi anonimi, che hanno creato innumerevoli capolavori a Kyiv e in altri centri della Rus' di Kyiv. Gli iconografi dell'intero stato di Kyiv hanno studiato e fatto pratica nella capitale ed hanno invitato anche altri maestri a lavorare con loro.
Teofano il Greco e l'iconografo russo Andrei Rublev hanno elevato alcune tecniche iconografiche tipiche della scuola di Kyiv, per esempio quelle dell'acquerello e dell' assist , ad un livello molto alto. Sono riusciti a creare una nuova armonia di colori e a comunicare così un senso di pace e di gioia. Altre scuole famose, in città come Mosca, Jaroslavl', Pskov e Tver, si sono sviluppate più tardi ed hanno portato alcune novità all'iconografia tradizionale.

"Saint George"
Wood, tempera.
Circa 11th century.
Ritornando all'iconografia della Rus'-Ucraina, si deve dire che dal tredicesimo alla metà del diciassettesimo secolo l'iniziativa dell'iconografia è stata presa dalla Halychyna e dalla Volyn' (Ucraina occidentale). Ciò è accaduto in conseguenza di periodi oscuri nella storia: gli attacchi dei mongolo-tartari all'Ucraina orientale e centrale. La vita della chiesa ha sofferto a causa dei molti attacchi delle orde, così l'iconografia, in gran parte d'Ucraina o ha cessato di esistere o era molto limitata.
L'Ucraina occidentale ha adottato le tradizioni della scuola di Kyiv e le ha sviluppate. Più tardi, nelle icone di Halychyna, sono comparse quelle che ora sono le caratteristiche originali. Grazie ad un gran numero di icone che sono state conservate fino ad oggi, e alla loro alta qualità, le icone di Halychyna occupano un posto chiave nell'iconografia ucraina.
L'iconografia dell'Ucraina di Transcarpazia, della Slovacchia e della zona dei Lemko (ora in Polonia) è un fenomeno molto interessante nella storia della chiesa e si è sviluppata principalmente dal quindicesimo al diciassettesimo secolo. A quel tempo, i padroni dell'arte hanno sponsorizzato le tendenze del Rinascimento ed hanno dato soldi per ornare le grandi chiese. Le più piccole, tuttavia, che non potevano pagare maestri costosi, avevano assunto iconografi itineranti dalla Halychyna. In quel tempo il centro principale era Przemysl (ora in Polonia).

"Saints George and Paraskeva"
Wood, tempera.
Late 15th or early 16th century.
Questa scuola ha trovato un suo stile semplice, originale, sincero, diretto, fresco. Fin da allora questo tipo di iconografia era molto diffusa e ancora oggi è considerata un'alta e originale interpretazione della tradizione bizantino orientale. Nel diciassettesimo e diciottesimo secolo, in Ucraina centrale, il barocco, diffuso in tutta Europa, è entrato nell'iconografia ucraina. Il maggior sviluppo dello stile "barocco cosacco" si è avuto al tempo di Ivan Mazepa. Il suo stile realistico è entrato così fortemente che l'iconografia bizantina, in larga misura, è stata sostituita con il naturalismo di stile occidentale. Simili tendenze sono comparse in tutta l'Europa Orientale. In molti paesi di rito orientale il naturalismo ha dominato pienamente. La Grecia , l'Ucraina, la Romania , la Bulgaria , la Russia ed altri paesi hanno accettato questa influenza culturale e l'hanno assimilata.
In seguito ci sono state molte altre scuole artistiche che hanno influenzato l'iconografia. Alcune di esse oggi ci possono sembrare strane, ma è necessario ricordare che la vita spirituale e culturale dei vari periodi storici ha portato a questi cambiamenti. Non è possibile cambiare la storia e non si può fare altro che prenderne atto.
Oggi l'iconografia in Ucraina, così come in altri pæsi dell'Est, sta rinascendo. Attualmente, in questo campo, viene condotta una ricerca storica. C'è un forte impegno a rinnovare le tradizioni native della Rus'di Kyiv-Ucraina e questo non soltanto in riferimento all'iconografia ma anche alla spiritualità cristiana in generale.
In breve è quindi necessario vedere le differenze fra l'arte orientale e quella occidentale. Nell'undicesimo e dodicesimo secolo, l'arte orientale ed occidentale avevano molti aspetti in comune. Più tardi, l'idea del compito affidato all'arte religiosa nell'ovest è cambiato completamente. Questo processo è iniziato nel nono secolo, al tempo di Carlo Magno. Il pensiero occidentale ha evidenziato due funzioni diverse: secondo la teologia occidentale, l'arte religiosa, in primo luogo, aveva il compito di istruire i fedeli, in particolare gli analfabeti e, in secondo luogo,doveva rappresentare l'uomo che si eleva a Dio.

"St. John the Baptist and the Archangel Michael"
Fragment of the Skvariav iconostas.
Wood, tempera.
Il pensiero orientale condivide pienamente il primo principio, ma non lo enfatizza così fortemente come l'ovest. Quanto al secondo, la teologia orientale ha un metodo totalmente differente. I santi orientali non sono dipinti come esseri umani naturali, ma per quanto è umanamente possibile con gli strumenti a disposizione, come persone trasfigurate, come se fossero già alla presenza divina. Per un confronto obiettivo, forse sarà più opportuno prendere in considerazione il pensiero di un famoso scienziato occidentale in iconografia ed in arte ecclesiastica, Egon Sendler: “L'arte religiosa occidentale, ha incontestabilmente un contenuto dogmatico ed è fondata sulla Sacra Scrittura e sulla Tradizione. Tuttavia, nelle sue forme e tecniche si rifà in gran misura all'arte di un'epoca o di un'altra. L'arte orientale, al contrario, richiede che l'artista, nell' interpretazione personale di un determinato tema, aderisca strettamente al contenuto teologico della Tradizione. Questa tradizione è precisa e ricca ed è per questo che le forme create dall'arte bizantina sono motivate sempre dalla visione di fede, in misura maggiore di quelle create dalla tradizione occidentale."
Di conseguenza, l'arte religiosa occidentale va spesso in parallelo con la tendenza di un determinato periodo storico. In un certo senso questo la rende interessante e moderna. Tuttavia, quando i tempi cambiano, e il moderno diventa non-moderno, è necessario ripartire nuovamente. L'iconografia orientale invece, ha il compito di testimoniare le verità immutevoli di Cristo. La Sacra Scrittura è immutevole, ma sempre fresca e scorrevole e l'iconografia lo è altrettanto. Ci sono differenti traduzioni della Sacra Scrittura, ma l'essenza è la stessa. Così per l'iconografia: sono state create differenti versioni e stili, ma l'essenza è la stessa. L'iconografia è la fede a colori.
Un artista occidentale ha chiesto all'autore di queste icone: "Perchè le vostre icone orientali sono sempre simili l'una all'altra? Perchè ripetete le stesse composizioni?" ed egli ha risposto "Cambiate forse voi il Credo annualmente o professate sempre lo stesso?". "Chi cambierebbe il "Credo?"" "Allo stesso modo, anche noi manteniamo sempre le stesse tradizioni dell'iconografia, poichè è la nostra dottrina religiosa a colori."
L'autore, il prof. Yakiv Krekhovetsky,
autore del libro “Teologia e spiritualità dell'icona”. Dottore di Teologia. Insegna nelle università degli Stati Uniti e di Canada, nell'estate del 1999 ha insegnato al corso estivo di teologia a Univ (Ucraina) che è stato co-patrocinato dall'Istituto degli Studi Slavi Orientali del Metropolita Andrey Sheptytsky (Ottawa, Canada) e dall'Accademia Teologica di Lviv.
Iconografia e iconologia
Icona come fenomeno artistico
Storia dell'icona ucraina
“Nulla riproduce il tempo così chiaramente come la pittura”
La Divina Liturgia
La Liturgia di S. Giovanni Crisostomo

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