lunedì 5 novembre 2007

La filosofia incontra la mente umana: "Io preda del mio sosia" di Lino Missio - ERGA - 2005

RICERCHE A CURA DI D. PICCHIOTTI


La maggior parte di noi la filosofia l’ha conosciuta sui banchi di scuola. Molti la ricordano come una materia noiosa e inutile, altri invece come piena di fascino e di mistero.
Tutto sommato con la filosofia abbiamo imparato a conoscere un pò della nostra storia, di come il pensiero dell’uomo si è evoluto e di come, grazie al sapere dei grandi filosofi, le conoscenze e il modo di vivere dei popoli sono cambiati.
Tuttavia a molti rimarrà difficile capire come una materia storico-culturale, come la filosofia, possa essere “utilizzata” per la risoluzione di problematiche psicologiche che, come si sa, sono trattate dalla psicologia e dalla psichiatria.
Per chiarire questo concetto bisogna fare un passo indietro nella storia.
Nell’antichità, quando ancora non esisteva né lo psicologo né lo psichiatra, era il filosofo ad occuparsi dei mali della mente. Egli, con saggezza e abilità comunicativa, curava i dissennati che si rivolgevano a lui disperati e in cerca d’aiuto.
Si narra che Antifonte, filosofo ateniese del V secolo a.C., utilizzava la persuasione e la retorica per rendere la vita della gente più vivibile. La sua capacità nel guarire i conflitti dell’uomo era talmente straordinaria che, per farsi “curare” da lui, molte persone venivano da paesi lontani. Antifonte aveva addirittura allestito, da come risulta dalla storia, uno studio dove ricevere le persone sofferenti. Per molti secoli le malattie mentali furono curate dai filosofi. Successivamente, con la nascita della psichiatria e, dopo, della psicologia, la mente umana venne studiata in modo rigorosamente scientifico. Questo approccio, anche se ha dato modo di scoprire molte cose sul funzionamento del nostro cervello, ha portato, con l’andare del tempo, a considerare la mente umana sempre più come una macchina. Paragonare la mente ad una macchina ha fatto sì che si escludesse completamente dal quadro l’individualità dell’uomo.

La filosofia come terapia per la mente
Oggi più che nel passato si tende a “patologizzare” ogni forma di comportamento umano che risulti al di fuori dei canoni previsti. Questo atteggiamento ha portato ad una catalogazione di nuove forme patologiche della mente. Le stesse attività svolte dallo psicologo e dallo psichiatra spingono a scorgere segnali di natura psicopatologica in tutti gli atteggiamenti umani.
Questo accade proprio perché è la stessa veste clinica che porta a conclusioni “medicalizzate”.
L’eccessiva osservazione clinica, dunque, ha portato a trascurare la cultura, i costumi, le credenze e i desideri dell’uomo, studiandone il comportamento in termini matematici. Questo atteggiamento scaturisce da una convinzione, del tutto infondata, comune a molti scienziati: quella che le scienze fisiche e matematiche, come hanno avuto successo con lo studio dei fenomeni naturali, possano fare altrettanto con lo studio della psicologia umana.
Il comportamento umano è il risultato di complesse interazioni fra geni, ambiente e cultura, ed è improbabile che la fisica e la matematica possano prevederne e controllarne i cambiamenti.
Utilizzare la filosofia come metodo per la risoluzione dei problemi significa, dunque, considerare sacrosanta la libertà di pensiero e di azione dell’uomo. In questo senso, con la filosofia, si apre uno spiraglio verso la libertà di scelta dell’essere umano. Non tutti i filosofi, però, sono d’accordo sull’utilizzo delle conoscenze filosofiche come rimedio per la soluzione dei disagi dell’uomo. La maggior parte di loro, infatti, crede che la filosofia sia una disciplina esclusivamente accademica e riservata a pochi eletti. È proprio questo pensiero che ha portato le scienze filosofiche a non avere una “vendibilità” in campo lavorativo, al contrario di quello che è accaduto per le scienze mediche, biologiche e fisiche che, soprattutto in questi ultimi cento anni di storia, si sono guadagnate una posizione solida nella nostra realtà lavorativa.
Far accettare la tesi che la filosofia sia importante per la risoluzione dei problemi non è comunque facile. Nei prossimi anni, con gli approfondimenti e i risultati di nuove ricerche nel campo della filosofia, quella pratica, si assisterà ad un radicale cambiamento nel settore della salute mentale, dove quest’affascinante disciplina avrà un suo ampio margine di lavoro. È su queste premesse che molti filosofi oggi portano avanti la consulenza filosofica.

La consulenza filosofica
La consulenza filosofica è una disciplina di recente costituzione che si propone di utilizzare la filosofia per la risoluzione di quei disagi personali di natura non patologica che affliggono la mente dell’uomo. La consulenza filosofica non ha lo scopo di curare nevrotici o psicotici, lavoro di competenza esclusiva della psicologia e della psichiatria, ma quello di prevenire l’insorgenza di queste malattie. Questa disciplina, in sostanza, fornisce un aiuto e un orientamento a persone che, trovandosi di fronte a determinati problemi della vita quotidiana, non sono in grado di fronteggiarli da soli. Il professionista che si occupa di consulenza filosofica è chiamato, appunto, consulente filosofico. Per svolgere questo tipo di attività occorre essere laureati in filosofia o in altre discipline umanistiche e aver conseguito una qualifica in una delle scuole triennali del settore. Attualmente non esiste un albo per i consulenti filosofici; la loro professionalità comunque è controllata da Associazioni private, in genere le stesse che organizzano i corsi di specializzazione in questa disciplina.
Il compito del consulente filosofico consiste nell’aiutare i propri clienti ad interpretare in modo più consono alla loro personalità il senso della vita. Il suo lavoro non è quello di argomentare su temi riguardanti la filosofia, bensì quello di aiutare i soggetti a riflettere sulle proprie scelte professionali, affettive, sui problemi di natura relazionale ed emotiva e sul significato degli stati d’ansia e di depressione provati. Il dialogo con questo esperto si rivela importante per affrontare la vita in modo ottimistico. Ci può aiutare, ad esempio, a capire perché un rapporto d’amore è finito, perché il quotidiano si è svuotato di senso, perché i figli non sono come si vorrebbe, perché sul lavoro le cose non vanno bene, perché si vorrebbe essere diversi. Per usare un’analogia, il consulente filosofico è una sorta di trainer della mente. Come un istruttore di fitness dà consigli su come mantenersi in forma fisicamente, il consulente filosofico dà consigli su come mantenersi in forma mentalmente.
Un aspetto sostanziale, che distingue la consulenza filosofica dalle altre scienze che studiano la mente, è quello di non attribuire importanza al passato del cliente. È nel presente che bisogna intervenire. Il passato è sì importante, costruisce la nostra personalità, il nostro carattere, ma conoscerlo non è essenziale. Per risolvere i disagi personali occorre sbloccare quei circoli improduttivi che operano al presente nella nostra mente e che ci fanno apparire i problemi insormontabili. Rompendo tali sequenze si riesce a ritrovare la serenità perduta.
È da sottolineare che la consulenza filosofica non è nata per sovrapporsi al lavoro di specialisti come psicologi o psichiatri. È una disciplina differente da queste e offre una possibilità filosofica per affrontare i problemi del quotidiano. Tuttavia, come ogni nuovo metodo, la consulenza filosofica ha difficoltà ad essere accettata. Lasciamo che il tempo faccia il suo dovere. Saranno gli stessi contributi che essa apporterà agli studi sulla mente umana che le faranno guadagnare un riconoscimento ufficiale.

La consulenza filosofica nel mondo
La consulenza filosofica nasce per opera del filosofo tedesco Gerd Achenbach il quale, convinto dell’efficacia della filosofia come approccio per la risoluzione dei problemi dell’uomo, apre nel 1981 il primo studio di consulenza filosofica al mondo. Grazie alla tenacia di Gerd Achenbach e ai risultati della consulenza filosofica, la presenza dei consulenti filosofici si è estesa a macchia d’olio in molti altri paesi, europei e non, come l’Olanda, la Gran Bretagna, la Francia, la Norvegia, l’Austria, la Svizzera, l’Australia ecc. Successivamente, negli anni ’90 del secolo scorso, la disciplina approda in America, diffondendosi in maniera tale che oggi quella del consulente filosofico è una delle figure professionali più richieste nel settore del benessere mentale.
Anche in Italia la disciplina si sta diffondendo notevolmente. Sempre più operatori del settore aprono nuovi studi per mettere il loro sapere filosofico al servizio del benessere psico-fisico dell’uomo. In tal senso sono nate alcune Associazioni che, oltre a diffondere la cultura della consulenza filosofica, permettono di accrescere la professionalità dei consulenti filosofici e conseguentemente la qualità del servizio che questi ultimi offrono ai loro clienti. Un particolare contributo è dato dall’Associazione Italiana Psicofilosofi, che ha permesso alla consulenza filosofica di svilupparsi ulteriormente grazie all’inserimento di nuovi approcci di natura creativa. Questa integrazione ha dato vita ad una nuova disciplina chiamata Psicofilosofia. La psicofilosofia, più che altro, è un indirizzo della consulenza filosofica che, oltre ad utilizzare i metodi classici, si avvale di stratagemmi capaci di fare interagire il soggetto con quella parte di realtà che è per lui difficile da cogliere ma che risulta di fondamentale importanza per un’interpretazione essenziale della vita. In sostanza il soggetto viene “spinto” inconsapevolmente verso nuove esperienze di pensiero e di comportamento fondamentali per un effettivo cambiamento. Questi metodi, di cui si parlerà più avanti, vanno da semplici esercizi d’immaginazione mentale a vere e proprie prescrizioni comportamentali.

I diversi indirizzi della consulenza filosofica
All’interno della consulenza filosofica, sono nate diverse tipologie d’approccio per lo studio e la risoluzione dei malesseri della mente. Questi differenti orientamenti non devono essere considerati in competizione tra di loro, ma utilizzati in sinergia per affrontare i diversi disagi dell’uomo. Ogni persona ha una sua personalità e ogni suo problema va affrontato in termini appropriati.
Ad oggi, è prematuro fare una stima sul numero degli orientamenti della consulenza filosofica presenti nel mondo.
In Italia, uno degli approcci più diffusi è quello psicofilosofico, grazie, come si è detto prima, al lavoro portato avanti dall’Associazione Italiana Psicofilosofi. La psicofilosofia, che è l’unione di tecniche ragionative e di stratagemmi filosofici, si rivela come un efficace cocktail per la soluzione dei problemi della vita. La cooperazione di più approcci consente da un lato di avere strumenti diversi per la soluzione di problemi diversi, dall’altro di contribuire alla crescita delle conoscenze di questa nuova e affascinante disciplina.
In questi ultimi anni, la consulenza filosofica ha trovato ampio spazio anche in settori differenti da quello privato. Nelle Organizzazioni, nelle comunità, negli ospedali e in molte strutture, statali e private, la figura del consulente filosofico è chiamata a occuparsi dei diversi aspetti del pensiero umano.

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