lunedì 10 marzo 2008

"Legge dell’accidente." Shaikh Abdullah Isa Dougan


RICERCHE A CURA DI D. PICCHIOTTI

   L’essere umano vive condizionato non solo con delle leggi provenienti dall’alto, ma anche con leggi che provengo dal basso, dalla Terra stessa, una delle quali è detta “Legge dell’accidente”, che influenza completamente l’uomo meccanico. Lo spinge a sposarsi, ad avere figli, un lavoro, e a soffrire inconsciamente in molte maniere.
Solo dopo che si è svegliato, egli può iniziare a liberarsi e passare alla “Legge del fato”, che proviene dall’alto. Per comprende la “Legge del fato e dell’accidente”, le dimensioni nella quale avvengono devono essere stabilite. I corpi operano nel mondo tridimensionale, il pensiero nel quarto, e lo spirito nel quinto, e l’essere umano può vivere in queste dimensioni simultaneamente.
La “Legge dell’accidente” riguarda il corpo, o la terza dimensione, ed implica l’esistenza di scelta; la “Legge del fato” opera nella quinta dimensione, dove non c’è scelta.
La  “Legge dell’accidente” controlla tutte le azioni umane. Egli non può fare nulla, ma viene “fatto” dalla “Legge dell’accidente”. Qualcuno è riuscito a vedere come la propria vita è solo una serie di coincidenze che si congiungono come in una intricata matassa, e ognuno si trova a dire prima o poi… “se avessi potuto fare questo o quello….”, ma cos’è che gli fa fare ciò che fanno?
Chi crede nell’astrologia dirà che ogni persona ha un destino in relazione alle congiunzioni celesti nel momento della nascita. Ciò è vero solo fino ad un certo punto, poiché la posizione dei pianeti nel momento del concepimento –non della nascita!!!- ha degli effetti sulla persona, attraverso la “Legge delle vibrazioni”.
Quando i pianeti si muovo nello spazio, generano frizione, che a volte può essere benefica, altre volte no, e l’intelligenza della Terra usa la “Legge dell’accidente” per aggiustare queste grandi ondate di vibrazioni positive o negative che siano provenienti dallo spazio.
Le vibrazioni sfavorevoli che periodicamente cadono sulla Terra e spingono l’essere umano per esempio a fare alla guerra, vengono direzionate da una parte del pianeta ad un’altra dalla “Legge dell’accidente”. Spesso questi stimoli di violenza vengono usati dall’essere umano conscio per il suo vantaggio personale, come dimostrato per esempio in questo anedotto che riguarda Hazrat Alì (fondatore della corrente sufita nell’Islam…), dove si dice che nel momento in cui Hazrat stava per tagliare la testa ad un nemico, questi gli sputò in faccia, ed immediatamente Hazrat buttò la sua spada al suolo lasciando vivere l’uomo. Quando gli fu chiesto spiegazione in merito, Hazrat disse che egli vide la sua rabbia, e che egli non avrebbe mai ucciso nessuno per rabbia, ma solo per Allah.
L’infedele a cui fu risparmiata la vita, in seguito si convertì all’islam….
Oudspensky ci racconta  come Gurdjieff utilizzava per esempio la rivoluzione  russa e altre guerre dell’epoca, per far lavorare su se stessi nelle più dure delle situazioni i suoi allievi.
Questi tipi di essere umani si trovano a differenti livelli evolutivi, ma erano svegli e coscienti, e anche se  la “Legge dell’accidente” era attiva, essi vivevano sotto la “Legge del fato”.
Gurdjieff, che al momento del suo incidente automobilistico era un uomo numero 4 e viveva di più sotto l’influenza della “Legge del fato” che non di quella dell’accidente, in quel particolare momento era “addormentato” e la “Legge dell’accidente “ prevalse. Il fato lo mantenne in vita, perché egli aveva ancora molto da fare in questo pianeta. Gurdjieff utilizzò questo stesso incidente, per purificare parte del suo corpo mentale, usando la sofferenza fisica alla maniera della via del fachiro. Egli che era soprannominato “La Tigre del Turkestan” divenne un invalido, e per il resto della sua vita visse con una certa quantità di dolore nel suo corpo, senza però mai cedere ad esso.
A causa della “Legge dell’accidente “ molta gente paga in questa vita per azioni passate fatte sotto l’influenza di questa legge…