mercoledì 3 settembre 2008

Hai mai provato con l'ipnosi?

a cura DI D. PICCHIOTTI
usare il subconscio
No, non serve solo non avvertire il dolore dal dentista: il viaggio nel profondo di noi stessi allevia numerosi disturbi, rafforza l'autostima, migliora le prestazioni sportive e l'apprendimento ed è un valido aiuto per chi vuole smettere di fumare o decide di mettersi a dieta. Il tutto senza alcun effetto collaterale.
DI FURIA BERTI
Con lo sguardo perso nel vuoto guardate fuori dalla finestra, senza neppure accorgervi se qualcuno entra nella stanza. Oppure siete immersi in un romanzo e avete perso la nozione dei tempo. 0, ancora, mentre guidate l'auto in mezzo al traffico in uno stato quasi di sonnambulismo i vostri pensieri ritornano all'ultima vacanza. Ecco, qualcosa di simile avviene durante una seduta di ipnositerapia, mentre siete in uno stato di trance. E· come se non foste più voi stessi o come se di voi fosse rimasta presente solo una parte. In questi momenti ci si concentra su se stessi e si percepisce soltanto una piccola porzione del mondo circostante. Uno stato di immersione nel profondo del proprio io che medici e psicologi sfruttano sempre più spesso come metodo curativo.
«L'ipnositerapia agisce in particolare su quella parte della mente chiamata intelligenza emotiva, ancora poco sviluppata e poco conosciuta persino nell'ambito della ricerca, utilizzata tutte le volte che ci emozioniamo, sia positivamente sia negativamente» spiega Marco Chisotti, medico dei Centro ipnosi medica e psicoterapia di Torino. «La parte razionale dell'intelletto, invece, fa sempre da garante per le nostre azioni risolvendo per prima tutti i problemi. Ma quando la razionalità non è più sufficiente per risolvere le difficoltà, ecco che andiamo in tilt e iniziamo a somatizzare scatenando malori nel corpo. Questo non significa che certe persone siano meno intelligenti, ma semplicemente che le risorse razionali diventano esse stesse il problema, limitando i cambiamenti e le scelte. Ed è proprio in questi momenti che deve entrare in azione l'intelligenza emotiva».
La parola "ipnosi" deriva dal greco hypnos, che significa "sonno" ma, contrariamente a ciò che si è abituati a pensare, durante una seduta di ipnositerapia il paziente non perde il controllo di sé e non è inconsapevole di quel che avviene intorno a lui. Anzi, rimane cosciente ed è possibile parlargli. Non solo: questo stato di trance lo rende particolarmente ricettivo nei confronti delle immagini che l'analista gli presenta. «Sviluppando la creatività dell'individuo» continua Chisotti «si utilizzano quelle risorse dell'intelligenza che non seguono il ragionamento lineare di causa·effetto della nostra logica. Attraverso questo apprendimento avviene una sorta di rimodellamento del cervello, favorito dallo stato di trance, che consente un abbassamento della critica razionale, permettendoci di sviluppare dei cambiamenti. Perché è proprio la critica che ci mantiene nello status quo, che rende difficili i cambiamenti personali».
Sconfiggere la paura degli esami
Fallite regolarmente gli esami perché avete i nervi fragili? Forse, inconsciamente, siete i primi a pensare che non ce la farete. Ed è proprio questa convinzione negativa a trasformarsi poi in realtà. Infatti, il subconscio farà di tutto per avverare la profezia da voi formulata, fedele a quel motto che recita: «Non è la volontà che sposta le montagne, ma piuttosto la capacità di visualizzare uno scenario». Lo afferma il tedesco Ortwin Meiss, psicoterapeuta presso l'istituto di ipnosi Milton·Erickson. In casi simili, l'unica soluzione è fare tabula rasa di tutti i condizionamenti dannosi del subconscio. A questo scopo, durante la trance, il terapeuta assegna al paziente un compito postipnotico, per esempio con la frase: «Ti presenterai deciso e sicuro di te stesso ai prossimi esami. Sei ben preparato e dimostrerai le tue capacità». In questa fase il paziente riesce a visualizzare chiaramente davanti agli occhi il proprio successo. E· libero da condizionamenti negativi, reagisce positivamente.
Allo stesso modo, con l'ipnosi è possibile migliorare le prestazioni sportive, seguire con maggior facilità una dieta e persino liberarsi da vizi ostinati come quello dei fumo (qui sotto potete leggere l'esperienza di un paziente). Ma non è tutto: gli studi sinora condotti hanno dimostrato che le suggestioni sono anche in grado di normalizzare i processi fisiologici, per esempio abbassare la pressione sanguigna, rafforzare le difese immunitarie, contenere la produzione degli ormoni dello stress e combattere malattie psicosomatiche quali emicrania, asma, allergie o neurodermatosi.
«Per combattere le dipendenze alimentari o da tabacco» dice Chisotti «non funziona una totale proibizione ma una lenta sostituzione con degli impedimenti che modifichino un'abitudine e alla fine cambino lo stile di vita. Per esempio si compreranno pacchetti da 10 sigarette per fumarne solo metà di ognuna, o si andranno a comperare dal tabaccaio più lontano da casa. Le dipendenze si sostituiscono a fronte di un grande cambiamento di vita, e la voglia di cambiare darà la possibilità di raggiungere un obiettivo duraturo nel tempo».
Inganniamo il dolore
State viaggiando lungo la costa in sella alla vostra motocicletta e l'aria che vi viene incontro vi rinfresca piacevolmente la pelle... fino a che la voce dell'infermiera del dentista vi strappa dai sogni vacanzieri: «Abbiamo finito, può alzarsi».
Due carie otturate senza dolore e senza anestesia: com'è possibile? In alcuni studi i dentisti impiegano già il trapano su pazienti in ipnosi. Chi si trova in trance sostituisce la realtà con immagini, suoni e sensazioni interiori. Tutto ciò che potrebbe infrangere questo "sogno" svanisce, oppure è piacevolmente integrato nell'esperienza interiore che si vive in quel momento: ed ecco la lampada abbagliante del dentista trasformarsi in un sole splendente e il sibilo del trapano in un gradevole suono musicale; al posto del dolore, il paziente percepisce unicamente un leggero formicolio. Ecco come il metodo "inganna" il cervello: affinché un certo stimolo sia percepito come dolore, è necessario l'intervento di più aree del cervello. Ebbene: l'ipnosi spezza proprio questo collegamento. In altre parole, il nostro cervello viene impegnato da qualcosa di più importante, cosicché le paure e il dolore assumono un ruolo subordinato.
«In alcune persone l'anestetico non fa effetto, oppure ne hanno bisogno in dosi superiori per non sentire dolore. L'ipnositerapia facilita sia l'utilizzo di piccole dosi di anestetico sia un maggiore rilassamento, che aiuta a superare il dolore» dice Chisotti. «L'unico problema è che questo tipo di intervento richiede molto tempo, ovvero ha una lunga fase preparatoria e, di conseguenza, ha un alto costo, sia nel caso di dentisti ipnositerapeuti sia nel caso debbano lavorare due specialisti congiuntamente. Il superamento della soglia del dolore con l'ipnosi viene utilizzato anche nei trattamenti fisioterapeutici, o nel recupero da vari infortuni. Personalmente, uso molto questo metodo anche nell'ambito della psicologia dello sport, per potenziare le risorse dell'individuo, e sempre con ottimi risultati».
Pensate ancora che non funzioni?
Dubitate che l'ipnosi possa effettivamente fare al caso vostro? Oppure credete di non essere poi così facilmente influenzabili? Vi sbagliate: il 90 % circa delle persone può essere messo (facilmente e con successo) in trance. Un fatto che non ha assolutamente niente a che vedere con la forza di carattere. «Dipende da soggetto a soggetto» spiega Chisotti. «Alcuni hanno una dote particolare nell'uso dell'intelligenza emotiva fin dalla prima seduta, altri hanno bisogno di allenarsi, ma tutti possono raggiungere l'ipnosi. Spesso sono proprio le persone più razionali a rimanere stupite scoprendo capacità che non pensavano di possedere».
Ma cosa accade effettivamente nel cervello durante il trattamento sotto ipnosi? «E' stato studiato il funzionamento del cervello durante le fasi dei trattamento: si ipotizza che il cervello dell'individuo regredisca a forme più elementari di funzionamento. In questa condizione, la razionalità è messa da parte come un concetto complesso dell'esistenza che non risolve i problemi, mentre entra in gioco una semplicità che potremmo paragonare allo stato di innamoramento in cui un individuo non vede più l'insieme della situazione ma concentra l'attenzione solo su alcuni dettagli, restando affascinato da questi ultimi. Ed è questo che renderà più semplice l'esecuzione di decisioni o la scoperta di soluzioni positive. Per spiegarlo in maniera semplice, si descrive un cambiamento dello stato mentale della persona che sta tra il sonno e la veglia razionale, una sorta di sogno a occhi aperti che viene guidato dal l'ipnositerapista».
Quest'ultima affermazione dovrebbe fugare ogni timore, per altro assai diffuso, di perdere totalmente il controllo durante l'ipnositerapia, Nessuno, infatti, può essere ipnotizzato contro la sua volontà. Allo stesso modo, nessuno potrà essere condotto a fare o a dire cose in aperto contrasto con il proprio essere. In breve: chi sotto ipnosi dovesse sentirsi a disagio può semplicemente alzarsi e andarsene. L'importante è rivolgersi sempre e solo a un professionista preparato e di sicura serietà.
Ma adesso mi fa schifo
L’ipnosi può essere davvero utile contro la dipendenza dalla nicotina? Se avete provato cento volte a lasciare le bionde ma non ci siete mai riusciti, leggete la storia di un accanito tabagista che ha provato l'ipnosi per Fit For Fun.
Le persiane nere isolano lo studio dalla luce del giorno. Suoni sommessi si mescolano al gorgoglio di una cascata. Sono sdraiato su un lettino con gli occhi chiusi. Una voce induce in me un rilassamento sempre più profondo. Sprofondo sempre di più...dieci... sempre di più. cinque... ancora di più... tre... due... uno... Non sono mai stato così rilassato - sottolinea la voce - e credo che abbia ragione. Mi sento bene, sono come immerso in un benefico calore e mi lascio dirigere. Si apre la porta dei mio subconscio - continua la voce - e io non ho nulla in contrario. Solo quando essa mi annuncia che eseguirò rigorosamente tutto ciò che mi dirà provo un leggero senso di irritazione;la mia coscienza, per nulla fuori gioco, si oppone alla "manipolazione". Ma sto ad ascoltare, poiché "nulla è importante". La voce dice: «Non fumerò più». Lo ripete in continuazione. Poi mi trasmette un'avversione nei confronti del fumo e di nuovo percepisco la mia barriera. Ma mi sento bene. Quando lascio lo studio, constato con sorpresa di non aver voglia di fumare.
Eppure sono quattro ore che non metto in bocca una sigaretta. Entro in un bar e, sentendo odor di fumo, quasi temo che mi venga la nausea. Non arrivo a quel punto, ma il fumo di sigaretta sembra avere un odore diverso dal solito. Non profuma più di libertà e di avventura, ma sa soltanto di fumo, peraltro un pò acre. Mi osservo interessato, continuo ad annusarlo e non ci voglio credere. Accendo io stesso una sigaretta, come per dimostrarmi che non ci casco. Non ha un buon sapore. La spengo subito dopo. E sorrido: com'è possibile?
Okay, è andata avanti così per un pò. Considerando la mia radicata dipendenza dalla nicotina, l'effetto è durato abbastanza a lungo. Il parametro del successo è soggettivo e ognuno dovrebbe valutarlo in rapporto al proprio caso. Posso sempre tornare dallo psicoterapeuta e proseguire con le sedute. Inoltre ho ancora un Cd, che continua a ripetermi che non voglio fumare. Mai più. E con il Cd sarò sempre in viaggio nel regno della magica voce.

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