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martedì 15 luglio 2008

Anime Gemelle? Direi Forme Gemelle,

RICERCHE A CURA DI D. PICCHIOTTI

Una delle leggende spirituali che più fanno sognare la gente è quella dell'esistenza, da qualche parte, della propria "anima gemella". Ma esiste veramente?
Cerchiamo di ragionare un attimo. Abbiamo detto che la Terra si trova nel punto più basso del creato come forma fisica. Ci troviamo in terza dimensione.Ed abbiamo detto che, essendo il punto più basso e distorto per i motivi già accennati, allora l'ascensione globale di tutto lo spazio-tempo può ripartire solo da qui. Quindi?
Quindi, dato che lo scopo dell'ascensione non è altro che quello di tornare all'unità, e quindi riunire tutti i poli dei vari pensieri, allora tra questi si dovrà riunire anche il polo del pensiero della parte maschile con il polo del pensiero della parte femminile.
Un pensiero, per essere trasceso in modo completo, deve essere sperimentato nel punto più basso e distorto, e solo da qui può poi ascendere in modo completo. I pensieri di maschile e femminile non sono un'eccezione.
Abbiamo detto anche che le polarità prima devono essere trascese, e poi devono essere integrate in un unico pensiero che le unisca. Quindi anche per i pensieri di forma maschile e forma femminile, due polarità del pensiero di unità fisica, ci deve essere prima una trascesa di tali pensieri per permettere loro di integrarsi nel pensiero di unità fisica. Cosa significa questo?
Tutto ciò che esiste è pensiero. Esiste il pensiero della forma fisica. Esiste il pensiero della forma fisica maschile ed il pensiero della forma fisica femminile. Ed esiste il pensiero che integra tali due pensieri che è il pensiero dell'unità fisica dei poli maschile e femminile.
A livello di forma, cosa significa integrare il pensiero della forma fisica maschile ed il pensiero della forma fisica femminile? Significa semplicemente che le due forme, maschile e femminile, si uniscono fisicamente e cioè stanno assieme praticamente tutto il tempo che trascorrono nella forma. Questo perché la sintonia di pensiero, che sarà sempre maggiore tra le due forme, li attirerà sempre più l'uno all'altro, e quindi in realtà l'amore nella coppia, anziché decadere come capita in molte coppie non forme gemelle, tenderà ad aumentare sempre più.
Perché se due persone non sono forme gemelle non possono avere un amore puro duraturo? Perché ognuno dei due tenderà ad evolvere a proprio modo, in base alla propria natura. E quindi i pensieri comuni tra i due potrebbero essere sempre meno con il passare del tempo. E' vero però che può accadere che anche forme non gemelle riescano ad avere un rapporto d'amore (ma mai puro come quello tra due forme gemelle) per molto tempo.
Se ciò accade significa che uno dei due si "adatta" all'altro, cioè si adatta ai pensieri del partner. E quindi per forza continueranno a rimanere vicini. Ma non è una relazione pura, dato che uno dei due o entrambi, se vi è un adattamento reciproco, non si rende responsabile dei propri pensieri e quindi della propria vita, e quindi non evolve veramente. E si crea una forma di dipendenza.
Se due forme non gemelle continuano a crescere con la propria testa senza adattarsi all'altro, allora con il tempo il loro rapporto svanirà. Perché non avranno tanti pensieri in comune.
Ora, dato che esistono tante forme fisiche e la polarità maschile/femminile prevede la presenza di due poli, cioè maschile e femminile appunto, significa che, per ogni forma fisica, deve esistere una forma fisica simile e complementare. Non può essere altrimenti, perché anche la forma è un pensiero, e quindi il pensiero di una qualsiasi forma fisica maschile deve per forza avere da qualche parte il suo pensiero simile e contrario, cioè il pensiero della forma fisica femminile.
Detto quindi che per forza le due polarità devono esistere da qualche parte nello spazio-tempo, dove si trova l'altra parte di ognuno di noi, cioè il pensiero della forma fisica complementare e simile? In sostanza, dove si trova quella che viene chiamata "anima gemella" o, per essere più corretti, forma gemella?
Non può che trovarsi qui dove siamo noi, cioè sullo stesso piano di realtà! E quindi sulla Terra! Perché? Perché se non fosse così non potrebbe avvenire una ascensione completa dello spazio-tempo, perché affinché ciò avvenga è necessario che tutte le polarità, a tutti i livelli vibrazionali, vengano unite. Ora, se esistiamo qui in terza dimensione con una forma, significa che rappresentiamo un pensiero di terza dimensione. Ma ognuno di noi, essendo maschio o femmina, rappresenta una polarità. E dato che l'integrazione delle polarità di ogni pensiero deve avvenire dal punto più basso e distorto affinché l'ascensione sia completa, allora questo significa che su questo piano di realtà in cui viviamo da qualche parte c'è la nostra forma gemella! O comunque c'è stata finché entrambi erano in vita.
Quindi tutte le persone presenti oggi sul pianeta hanno o hanno avuto in questa vita la loro forma gemella qui sul pianeta. Nessuna persona esclusa. Il problema sta nel comprendere chi è la propria forma gemella, e non sempre si capisce al primo incontro. Perché?
Perché i pensieri che ognuno ha dentro di sé tendono a far vivere una realtà piuttosto che un'altra. E quindi tendono ad attirare certe persone piuttosto che altre. Solo nel momento in cui due persone hanno pensieri in comune, si incontreranno. E più pensieri in comune hanno, e più staranno vicini perché simile attira simile.
Questo vale anche per le proprie forme gemelle. Si attirano a sé solo quando si comincia ad avere con loro dei pensieri in comune, e ciò può avvenire solo se si rimane tendenzialmente allo stesso livello di evoluzione. Se uno dei due rimane più indietro, allora l'unione potrebbe ritardare, ma prima o poi avverrà, dato che siamo tutti qui per ascendere in modo completo ed integrato. E quindi integrare tutte le polarità, comprese quelle delle forme fisiche maschile/femminile.
I pensieri esistenti nello spazio-tempo sono quasi infiniti in numero. Man mano che si evolve, si incorporano e si integrano sempre più pensieri. E' normale quindi che più due forme hanno un livello evolutivo simile, e più è probabile che abbiano pensieri in comune.
Naturale che l'amore che c'è tra due forme gemelle non è paragonabile ad un amore tra due persone che sono assieme solo per affinità di certi pensieri (cioè in sostanza perché c'è karma tra loro). E'un qualcosa di puro, e che per questo non tramonterà mai, fintantoché si rimarrà nella forma.
Il karma può essere quindi visto come il numero di pensieri che due forme hanno in comune. Maggiore è il numero di pensieri in comune, maggiore è il karma. Quindi abbiamo karma con tutto ciò e tutti coloro con cui siamo in contatto, altrimenti non ci attireremmo l'un l'altro. Se non c'è karma, non ci si attira.
Le forme gemelle sono quindi quelle forme che, se c'è evoluzione, più passa il tempo e più hanno karma cioè pensieri in comune tra loro! Il karma può essere positivo o negativo, cioè relativo a pensieri di unità o separazione. Quelli di separazione (quindi karma negativo) comprendono sia pensieri polarizzati da trascendere, sia le distorsioni estreme di tali pensieri polarizzati (pensieri di super-luce e di super-distruzione).
Possiamo dire che, tra diversi esseri, esiste karma positivo quando i pensieri in comune sono pensieri di unità. Esiste karma negativo quando i pensieri in comune sono pensieri polarizzati ancora da trascendere. Esiste infine quello che possiamo chiamare "karma distorto" relativo ai pensieri estremi di super-luce e di super-distruzione. Distorto come sinonimo di non equilibrato.
Infatti il karma positivo e quello negativo rappresentano il karma naturale, cioè il karma che dovrebbe esistere in una realtà spazio-temporale non distorta. A causa invece della distorsione dello stampo energetico puro iniziale (magnetico) in altri stampi energetici (elettrico e radioattivo), si è creato un altro tipo di karma, cioè un tipo di attrazione di pensieri, che possiamo definire distorto.
L'energia elettrica crea una distorsione di pensiero di primo grado, l'energia radioattiva crea una distorsione di pensiero di secondo grado. Cioè l'energia radioattiva indica una distorsione di pensiero ancora superiore a quella elettrica. Se quella elettrica crea pensieri sia di super-luce che di super-distruzione, quella radioattiva crea solo pensieri di super-distruzione.
Torniamo ora alle forme gemelle. Che dire delle persone che muoiono e moriranno? Se anche loro hanno la loro forma gemella qui, la lasciano sola? Che senso avrebbe? Infatti non avrebbe alcun senso. Ciò significa che le persone che muoiono e moriranno o non hanno più qui sulla Terra la loro forma gemella, e ciò significa che non sono qui per ascendere in modo completo e puro, oppure la lasciano qui ma presto se ne partirà anche quella che rimane, dato che non può ascendere in modo completo da sola.
Quindi molti di noi hanno qui sulla Terra la nostra forma gemella. Per alcuni sarà già al proprio fianco, per altri no. E se si intende (e quindi si ha il desiderio) di ascendere in questa vita, allora sicuramente significa che la propria forma gemella è qui, ed al momento opportuno vi unirete. Quando avverrà, significa che si sarà pronti ad una vera relazione di coppia.
Cos'è quindi l'amore nella forma? Non è altro che l'attrazione reciproca dovuta alla comunanza di pensieri a livello biologico delle due forme che le attrae una all'altra. Quindi non è possibile che, in un rapporto tra due persone, una persona sia innamorata e l'altra no! Perché se si attraggono significa che entrambe hanno gli stessi pensieri dentro di loro.
Allora perché succede che spesso una persona si innamora e l'altro/a no? Perché non lo percepiscono. E perché non lo percepiscono? Perché probabilmente l'innamorato ha meno pensieri in comune con questa persona di qualcun altro. Cioè se Antonio si innamora di Silvia, significa che hanno dei pensieri in comune che li attraggono, e Silvia dovrebbe sentire la stessa cosa a meno che non ci sia un terzo o più terzi, mettiamo Paolo, che ha più pensieri in comune con Silvia di quanti ne abbia Antonio. E quindi Silvia si sentirà più attratta da Paolo che da Antonio. E quindi Silvia sarà più innamorata di Paolo che di Antonio. E se Antonio è innamorato di Silvia significa che Silvia è la persona dell'altro sesso con la quale ha più pensieri in comune in quel momento.
Cosa significa questo? Significa che per forza tutti siamo innamorati di qualcuno in ogni momento della nostra vita. Perché c'è sempre una persona dell'altro sesso con la quale condividiamo più pensieri rispetto ad altri! L'amore è alla base della vita di tutti noi e di ogni particella dello spazio-tempo. Perché Dio è amore! Ed ha creato uno spazio-tempo che si basa proprio sulla sua essenza, cioè sull'amore. Cosa sono quindi le emozioni? Non sono altro che l'espressione fisica dell'amore.
Capite quindi come l'amore sia un concetto puramente biologico? E quindi di attrazione fisica? I pensieri sono biologici nella forma, e quindi pensieri ( e quindi forme) simili si attraggono.
E' possibile che forme dello stesso sesso si attraggano. E' un fatto normale, che può accadere, e come qualsiasi cosa dipende dai pensieri che si hanno dentro. E questo, come già detto, dipende da quanto ci si lascia influenzare dalle proprie convinzioni, dai pensieri dei propri antenati, dei propri sé di altre dimensioni o vite parallele, della società, della scuola, della famiglia ecc.
Di certo comunque l'amore è amore, qualsiasi sia il sesso di due persone.
Nella realtà spazio-temporale, dove esiste la polarizzazione di pensiero, simile attira simile. I poli abbiamo detto essere infatti simili e complementari. Se simile attira simile, allora anche persone che condividono il pensiero dell'attrazione per le persone dello stesso sesso, si attireranno tra loro, accentuando i pensieri che hanno in comune.
Che dire dell'amore a prima vista? Dato che pensieri simili si attraggono, e ciò avviene con il tempo ed in modo graduale, non è possibile che due persone si attraggano per la prima volta quando hanno molti pensieri in comune. E quindi non può esserci un vero amore a prima vista. Quello che può succedere è di avere come pensiero un certo stereotipo di partner o persona dell'altro sesso in generale (dovuto alla cultura, all'istruzione, ai media o ad altro) e che questo valga per entrambi, dato che tale pensiero non sarebbe venuto a galla se uno dei due non avesse avuto in sé tale pensiero. In tal caso può esservi una sorta di "amore a prima vista", o meglio una fantasia sul partner ideale.
Che dire invece dell'amore platonico? Cioè di un amore non fisico? L'amore non fisico non è amore, è solo una comunanza di pensieri non così forte basata su fantasie di partner ideale. Più forte è la comunanza di pensieri, e più forte è l'attrazione fisica. Se non c'è attrazione fisica, significa che non c'è una forte comunanza di pensieri, e quindi sintonia.
Ecco perché il vero amore tra forme gemelle è lento. Perché inizialmente ci si attrae perché si hanno pochi pensieri in comune, e man mano che i pensieri in comune aumentano, l'attrazione è sempre maggiore. E' vero però che una cosa particolare succede tra forme gemelle: che quando si incontrano, anche se tra loro ci sono ancora pochi pensieri in comune, si percepisce una certa attrazione fisica reciproca. Cosa che, a parità di pensieri in comune, non capiterebbe con un'altra persona.
by Dani

sabato 3 novembre 2007

Legami tra inconscio e opere di pittori surrealisti

Legami tra inconscio e opere di pittori surrealisti
analizzati in un libro pubblicato da Edizioni Magi
DI GERMANA LUISI

Le creazioni artistiche possono essere
studiate e spiegate dalla psicoanalisi?
Le risposte di Freud e dei “discepoli”
Legami tra inconscio e opere di pittori surrealisti
analizzati in un libro pubblicato da Edizioni Magi
di Germana Luisi
Un po’ tutti, amanti e appassionati delle arti e non, nel guardare particolari opere, ci interroghiamo sul significato complessivo di queste, dei colori, dei segni, dell’espressione pittorica. È stato Freud, il padre della psicoanalisi, ad avvicinarsi alle creazioni artistiche tentando di studiare e dar loro un’interpretazione di taglio, appunto, psicoanalitico. Dopo il modello freudiano si sono susseguiti numerosi modelli di comprensione molto diversi tra di loro che vengono esaminati e illustrati ampiamente nel libro Le strutture inconsce del segno pittorico. Pittura e psicoanalisi, surrealismo e semio-analisi (Edizioni Magi, pp. 200, € 20,00) che non ha la pretesa di arrivare a una verità assoluta, ma solo di indagare.
L’autore, Jean-Tristan Richard, è uno psicologo clinico e psicanalista, e proprio dalla sua attività clinica sono nati altri scritti come Essai d’épistémologie psychanalytique e Que reste-t-il de l’amour après Freud. Nel libro in esame egli, oltre a spiegare i contributi della psicoanalisi moderna all’opera d’arte, struttura il discorso sugli assi teorici della semiologia prendendo come esempio opere surrealiste, aprendo anche la strada a nuovi e stimolanti studi.
La sublimazione: i primi passi della psicoanalisi dell’arte
Punto obbligatorio di partenza è il concetto freudiano di “sublimazione”: è proprio da qui che si è mossa sin dall’inizio la psicoanalisi dell’arte. Si pensa che nell’atto sublimatorio, come è spiegato nella Prefazione all’edizione italiana di Marco Alessandrini e Rosa Maria Salerno, «il moto pulsionale sessuale venga distolto da un appagamento diretto, e che perciò subisca una desessualizzazione dirigendosi verso un oggetto e una meta non sessuali. Si tratta di oggetti socialmente valorizzati e di varia natura, di volta in volta artistica, intellettuale o morale».
Il processo sublimatorio produce un duplice effetto: da un lato permette al soggetto “io” di dar sfogo alle pulsioni e alle spinte interne, dall’altro lascia che queste pulsioni si travestano con abiti socialmente accettati e soprattutto apprezzati.
Quindi l’opera d’arte compiuta trattiene in sé le spinte sessuali inconsce, sottostanti e trasformate, ma nello stesso tempo, e non va dimenticato, diventa “altra cosa”, un nuovo prodotto con nuove regole e logiche proprie, intrinseche alla struttura stessa della creazione, così come spiegato ancora nella Prefazione: «Il risultato creativo non sarà perciò più considerato il rivestimento di una sfera inconscia soggiacente, quanto una sua diretta forma di visibilità, di modo che la realizzazione creativa sarà ritenuta espressione, nella sua struttura interna, di una realtà della mente, vale a dire dello spazio stesso entro cui la mente si è costruita e continua a costruirsi». Ecco dunque che linee, curve, cerchi, colori e distribuzione di questi sulla superficie pittorica – ovvero gli aspetti propriamente detti “plastici” di un’opera d’arte – oltre a essere simbolo di qualcosa, significano di per sé qualcosa se messi in relazione al contesto complessivo che sottostà a una precisa logica strutturale.
Studi psicoanalitici sull’arte
La prima parte del libro analizza il pensiero freudiano anche in relazione alle opere d’arte. Uno dei suoi contributi più importanti in questa materia è stato Un ricordo d’infanzia di Leonardo da Vinci, l’unico saggio di Freud in cui ad essere presa in analisi è l’intera vita di un artista. Le creazioni artistiche venivano considerate dal noto psicanalista come un sogno, soddisfazione immaginaria di desideri infantili inconsci, proiezione di residui conflittuali infantili e contemporaneamente risoluzione di questi. Da qui il processo conosciuto come sublimazione. Sempre in questa parte vengono pure presentati altri studi freudiani, tra cui Una nevrosi demoniaca nel secolo decimosettimo, per poi passare ad analizzare quello che è avvenuto dopo Freud. Ampio spazio è dedicato a coloro i quali hanno continuato a muovere i passi sulla scia della psicanalisi freudiana proponendo personali interpretazioni; tra questi si parla, nell’ordine, di Karl Abraham, Carl Gustav Jung, Melanie Klein, Otto Rank, Hanna Segal, fino ad arrivare ai giorni nostri.
Nella seconda parte del libro, Saggio di semio-analisi del surrealismo, si mettono in relazione la psicoanalisi con la semiologia, quindi si parte dalla scienza dei sogni per arrivare alla scienza dei segni. Nel capitolo Implicazioni si propone un modello semio-psicoanalitico che trae ispirazione da quello del semiologo Marin, ma che poi è stato in realtà ampliato e approfondito. Qui nel dettaglio sono spiegati concetti come “sintagma”, “paradigma”, “metafora”, “metonimia”, “denotazione” e “connotazione”, fino ad arrivare a Le strutture infantili del segno pittorico.
Un’analisi sugli artisti surrealisti
Nel testo vengono analizzate diverse opere surrealiste che il lettore ha a portata di mano per un confronto immediato, vista la presenza delle tavole a colori alla fine del libro. Tra gli artisti “chiamati in causa” troviamo, nell’ordine, Marcel Duchamp, Max Ernst, Paul Delvaux, René Magritte, Hans Bellmer, Salvator Dalì.
In un primo momento i surrealisti capirono l’importanza degli studi che Freud andava compiendo e rimasero affascinati dall’interpretazione dei sogni, dai fantasmi inconsci, dalla psicosi: tutti argomenti che trovarono terreno fertile – sia in modo conscio che inconscio – in quell’atmosfera che si respirava fra gli artisti in quegli anni.
Chiude il libro il capitolo L’arte senza Freud: qui è riportata una serie di pensieri di autori non freudiani, in modo che il lettore, «per contrasto ne constaterà i limiti, sia che si tratti di posizioni classiche o di posizioni moderne, anche nel caso in cui si intraveda qualche somiglianza con le ipotesi di Freud e dei suoi discepoli».

Germana Luisi

mercoledì 26 settembre 2007

IL SILENZIO Da "Il Purificazione della Mente" di Hazrat Inayat Khan

Vi è un detto: " Le parole sono preziose, ma più prezioso è il silenzio ". Questo detto risulta sempre profondamente vero. Più ne capiamo il significato, più realizziamo questa verità. Quante volte durante il giorno ci capita di dire qualcosa che sarebbe stato meglio tacere! Quante volte disturbiamo la pace del nostro ambiente con una involontaria mancanza di silenzio. Quante volte riveliamo le nostre limitazioni, la nostre meschinità, la nostra grettezza, che avremmo potuto nascondere, se solo avessimo taciuto! Quante volte, benchè desiderosi di rispettare gli altri, non riusciamo a farlo, perchè non sappiamo tacere. Per un uomo che vive in questo mondo un grande pericolo sta in agguato, il pericolo di confidarsi con una persona, con la quale non volevo confidarsi.
Corriamo questo pericolo non sapendo tacere. Un grande interprete della vita, il poeta persiano Sa'di dice:
"Che valore ha il buon senso, se non viene in mio soccorso prima che io pronunzi una parola! "
Questo ci dimostra che malgrado la nostra saggezza, possiamo fare uno sbaglio, se non abbiamo un buon controllo nelle parole che usiamo. Di questa verità troviamo facilmente degli esempi: coloro che parlano molto, hanno minor potere di coloro che parlano poco. Una persona loquace può non essere in grado di esprimere un'idea in mille parole, mentre chi è padrone del silenzio, sa esprimersi con una sola parola. Tutti possono parlare, ma non tutte le parole hanno la stessa potenza. Inoltre, una parola dice meno di quanto sappia esprimere il silenzio. La nota fondamentale di una vita armoniosa è il silenzio.
Nella vita di ogni giorno esistono preoccupazioni a cui non sempre possiamo far fronte e allora solo il silenzio può aiutarci. Poiché, se vi è una religione, se vi è un modo per mettere in pratica la religione, è quello di compiacere Dio, compiacendo l'uomo. L'essenza della religione è di capire il prossimo. E non possiamo vivere questa religione se non dominiamo la parola - e se non ci rendiamo conto del potere del silenzio. Spesso ci sentiamo di aver ferito un amico; avremmo potuto evitarlo, con un maggior controllo sulle parole. Il silenzio è lo scudo degli ignoranti e la protezione dei saggi. Perché l'ignorante cela la sua ignoranza col tacere, e il saggio non getta le perle ai porci, se conosce il valore del silenzio. Che cosa ci dà potere sulle parole? Che cosa ci dà questa forza, che può essere ottenuta col silenzio? La risposta è: la forza di volontà; e ancora: è il silenzio che ci dà il potere del silenzio. Quando una persona parla troppo, dà segno di irrequietezza. Più parole vengono usate per esprimere un'idea, meno forza hanno. È un vero peccato che si pensi cosi spesso a risparmiare i centesimi e mai a risparmiare le parole. E come conservare ciottoli e gettare vie perle. Un poeta indiano dice:
"Conchiglia, da dove viene il tuo prezioso contenuto? Dal silenzio; per anni e anni le mie labbra son rimaste chiuse ".
Per un po' di tempo, si lotta con se stessi; si cerca di controllare gli impulsi; poi però, la stessa cosa si trasforma in forza. Veniamo ora alla spiegazione più scientifica e metafisica del silenzio. Le parole consumano un certo quantitativo di energia e il respiro, che dovrebbe portare nuova vitalità al corpo, viene ostacolato nel suo ritmo normale, se si parla costantemente. Non è che una persona nervosa parli troppo; è il parlare tanto che la innervosisce. Da dove viene il grande potere dimostrato da fachiri e da yogin? Dall'aver imparato a praticare l'arte del silenzio. Questa è la ragione per cui nell'est, nelle case e nelle corti in cui i fachiri meditavano,vi era silenzio. Certe volte diverse civiltà del mondo, veniva insegnato alla gente, quando si riuniva per festeggiare, di tacere, per un po' di tempo. È molto triste che questo problema attualmente sia cosi trascurato e che pochi ci pensino. È un problema che riguarda la salute, che tocca l'anima, lo spirito, la vita. Più pensiamo a questo argomento e più ci accorgiamo di essere continuamente coinvolti in qualche attività. Dove ci porta ciò, quale ne sarà l'esito? Per quanto possiamo vedere, ci porti i battaglie, rivalità e situazioni sempre più aspre. Visti i risultati, constatiamo che tutto ciò non fa che procurarci maggiori preoccupazioni, fastidi e lotte. Vi è un detto indù: "Più si cerca la felicità, più infelicità si trova ". La ragione è che quando la felicità viene cercata in direzione errata, ci si procura infelicità. La nostra esperienza è sufficiente a farcelo capire; ma la vita ci stordisce, le azioni ci assorbono e non ci fermiamo mai a pensarci.
Pare che il mondo si stia svegliando agli ideali spirituali; tuttavia vi è più attività - non solo attività esterna - ma anche attività mentale. Veramente l'umanità ha i nervi a pezzi per la mancanza di silenzio e per la superattività, del corpo e della mente. Quando il corpo riposa, l'uomo dice che dorme. La sua mente però continua ad agire, come di giorno. In questo mondo competitivo, l'uomo è cento volte più indaffarato di quanto lo sia mai stato prima. Naturalmente egli necessita di più riposo, quiete e pace, che non una persona che vive nella foresta e che ha tempo a disposizione. Quando l'attività cresce a tal punto e si perde l'arte del silenzio, che cosa ci si può aspettare?
Dove imparare il raccoglimento? Nel silenzio. Dove praticare la pazienza? Nel silenzio, Il silenzio praticato durante la meditazione è ancora un'altra cosa. Silenzio significa che dovremmo badare a ogni parola e a ogni azione che facciamo: questa è la prima lezione. Ogni persona veramente meditativa, ha imparato a servirsi del silenzio, naturalmente, nella vita di ogni giorno. Chi ha imparato il silenzio nella vita di ogni giorno, ha già imparato a meditare. Una persona può riservare mezz'ora al giorno per la meditazione, ma quando, di fronte a mezz'ora al giorno per la meditazione, ve ne sono dodici o quindici di attività, l'attività priva di forza la meditazione. Quindi le due cose devono camminare insieme.
Una persona che desidera imparare l'arte del silenzio deve decidere, per quanto lavoro abbia da fare, di conservare nella mente il pensiero del silenzio. Se non si tiene conto di questo, non si raggiungerà mai il pieno beneficio della meditazione. È come una persona che va in chiesa una volta alla settimana e negli altri sei giorni tiene i propri pensieri il più lontano possibile dalla chiesa.
A un re persiano, molto pio, il primo ministro chiese: " Voi meditate gran parte della notte e lavorate tutto il giorno. Come è possibile? ". E lo Shah disse: " Durante la notte sono io che inseguo Dio, durante il giorno è Dio che mi segue ". La stessa cosa avviene col silenzio: chi cerca il silenzio, sarà cercato dal silenzio. Ed è cosi con tutte le cose che desideriamo: se le cerchiamo abbastanza, esse, col tempo, ci seguono da sole.
Ci sono molte persone che poco si curano di fare del male a qualcuno, se sono convinte di dire la verità. Si sentono giustificate e non badano se l'altro piange o ride. Vi è comunque una differenza tra la verità e il fatto puro e semplice.
Il fatto è ciò di cui si può parlare - la verità ciò che non può essere tradotto in parole. La pretesa di " dire la verità " cade da sola, quando ci si rende conto della differenza che ce tra fatto e verità. La gente discute di dogmi, di credenze, di principi morali, in base alle proprie nozioni. Ma arriva un momento, nella vita di un uomo, in cui tocca la verità, ma non sa trovare le parole adatte a esprimerla e tutte le discussioni, le dispute e le argomentazioni crollano. In quel momento egli dice: " Non importa chi ha sbagliato, tu o io. Ora desidero soltanto correggere il torto ". Giunge anche il tempo, in cui le continue domande che uno fa a se stesso, su questo e su quello, si esauriscono, poiché la risposta sorge dall'anima ed è ricevuta in silenzio.
La tendenza generale dell'uomo è quella di ascoltare tutto ciò che giunge da fuori - e non è solo l'orecchio ad essere aperto al mondo esterno, all'orecchio è attaccato il cuore. Il cuore che ascolta le voci provenienti dal mondo esterno dovrebbe voltargli le spalle e attendere pazientemente fino a quando non riuscirà a udire le voci che giungono dall'interno.
Vi è una voce udibile e una voce non udibile, di coloro che vivono e di coloro che non vivono, di tutta la vita. Ciò che l'uomo riesce a esprimere in parole, dice poco. Si può forse parlare di gratitudine, di evoluzione, di ammirazione? Giammai, perché le parole saranno sempre inadeguate. Ogni sentimento profondo ha una voce propria: non può venir espresso con parole esterne. Questa voce arriva da ogni anima - ogni anima può essere udita solo dal cuore. E come si prepara il cuore? Col silenzio.
Non deve sorprenderci che alcune persone hanno cercato la foresta e la montagna, che hanno preferito le regioni impervie agli agi della vita mondana. Esse hanno cercato qualcosa di prezioso. Inoltre, esse hanno trasmesso in parte l'esperienza raggiunta col loro sacrificio. Ma non è necessario seguirli nella foresta o nelle grotte di montagna. L'arte del silenzio si può imparare ovunque: in tutta la vita, per quanto impegnati, si può mantenere il silenzio.
Il silenzio è qualcosa che - consciamente o inconsciamente cerchiamo in ogni momento della vita. Cerchiamo il silenzio e lo fuggiamo, nello stesso tempo. Dove si ascolta la parola di Dio? Nel silenzio. I veggenti, i santi, i saggi, i profeti, i maestri hanno udito la voce che viene dall'interno, avendo reso se stessi silenziosi. Con ciò non voglio dire che si potrà udire la voce; perché si è silenziosi. Intendo dire che, una volta che si è raggiunto il silenzio, ci sarà la possibilità di udire la parola che giunge costantemente dall'interno. Quando la mente è stata acquietata, si può comunicare con chiunque si incontri. Non c'è bisogno di molte parole; quando gli sguardi s'incontrano, ci si capisce. Due persone possono parlare e discutere per tutta la vita e non capirsi; altre due, se hanno acquietata la mente, si guardano e in un momento tra loro il contatto è stabilito.

Da dove provengono le differenze che ci sono tra le persone? Dall'interno. Dalla loro attività. E da dove l'armonia? Dalla quiete della mente. È il rumore, che ostacola la voce, che udiamo distante - è l'acqua agitata della sorgente, che ci impedisce di vedere la nostra immagine riflessa nell'acqua.
Quando l'acqua è quieta, il riflesso è chiaro; quando la nostra atmosfera è quieta, udiamo la voce che giunge costantemente al cuore di ogni persona. Cerchiamo consiglio, cerchiamo la verità, cerchiamo il mistero. Il mistero è dentro di noi, i consigli, la guida è nella nostra anima.
Spesso s'incontra una persona, il cui contatto rende inquieti, nervosi. La ragione è che questa persona non è riposante, non è tranquilla - e non è facile rimanere calmi e conservare la propria tranquillità in presenza di chi è agitato o inquieto. L'insegnamento di Cristo: " Non resistere al male ", significa: " Non reagire alle condizioni turbate di una persona agitata ". Sarebbe come afferrare un fuoco, che ci brucerà.
La via per sviluppare - in noi stessi - il potere di resistere a tutte le influenze perturbatrici che incontriamo nella vita di ogni giorno, è di acquietarsi, per mezzo della concentrazione.
La nostra mente è come una barca mossa dalle onde e influenzata dal vento. Le onde sono le nostre stesse emozioni e le nostre passioni, i pensieri e le immagini; il vento è l'influenza esterna, a cui dobbiamo far fronte. Per poter arrestare la barca, bisognerebbe avere un'ancora. Fermiamoci un momento a considerare quest'ancora: se è troppo pesante, fermerà la barca; se è leggera, la barca continuerà a muoversi, non si arrestera, perché in parte è nell'acqua e in parte nell'aria.
In questo modo, tuttavia ci limitiamo a controllare la barca: utilizzarla è ben altra cosa. La barca non è fatta per rimanere immobile; è fatta per uno scopo. Sembra che non tutti se ne rendano conto, ma la barca è fatta per andare da un porto all'altro. Perché la barca possa navigare ci vogliono varie condizioni: per esempio, che non sia sovraccarica. Cosi il nostro cuore non va caricato troppo pesantemente, con le cose I cui ci atracchiamo; altrimenti la barca non galleggerà. La barca non deve restare sempre nello stesso porto, deve arrivare al porto a cui era destinata.
Inoltre, la barca deve reagire al vento, che la porterà nel porto cui era diretta: questa è la sensazione che l'anima riceve dal lato spirituale della vita. Questa sensazione, questo vento, ci aiuta a proseguire verso il porto, al quale tutti siamo destinati. Una volta concentrata, la mente dovrebbe agire come la bussola - che indica sempre la stessa direzione. Un uomo i cui interessi vanno in mille direzioni diverse, non è maturo per viaggiare in questa barca. E' l'uomo che ha una cosa sola in mente e che considera tutte le altre cose secondarie, che può andare da questo porto verso l'altro. Questo è il cammino chiamato misticismo.