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mercoledì 5 dicembre 2007

Arte non figurativa e avanguardie storiche.

RICERCHE A CURA DI D. PICCHIOTTI
. (liberamente tratto da testi vari)
Le prime formulazioni teoriche e pittoriche di arte astratta, di un'arte cioè che pur con diverse
motivazioni ideologiche e scelte linguistiche escluda la rappresentazione degli aspetti fenomenici, nascono tra il
1910 e il 1914.
All'evento concorrono più situazioni che coinvolgono la società, la filosofia e le avanguardie artistiche
del primo decennio del '900, protese a alla ricerca di una libertà di espressione sempre più svincolata dalla
realtàvisibile. Il contributo francese all'arte astratta segue due linee di ricerca, quella simbolista e fauve e quella
di Cézanne.Nelle elaborazioni che dai simbolisti, attraverso Gauguin e i nabis giungono ai fauves, il riscatto dal
naturalismo si delinea attraverso la costruzione di uno spazio a due dimensioni.
Si tratta di una pittura evocativa che nel simbolismo di Gauguin, carico di implicazioni mistiche, affida al
colore il compito di esprimere non quello che accade sotto gli occhi ma ciò che si muove sotto la superficie
sensibile, ciò che avviene nel centro del pensiero, mentre nel panteismo alla Matisse le accezioni cromatiche
mosse dal ritmo ricreano un'armonia parallela a quella della natura. Cézanne, invece, elaborando il dato di
natura attraverso le operazioni di analisi e di sintesi compiute dalla coscienza, tratta la natura secondo “il cono,
il cilindro, il cubo” in prospettiva, verificando lo spazio nella stratificazione materia-colore. Da qui la
scomposizione analitica degli oggetti e dello spazio secondo coordinate geometriche, che influenzò così
profondamente la visione razionale dei cubisti.
Questi due filoni di ricerca, variamente interferendo con il contributo determinante della componente
mitteleuropea e con il recupero delle culture primitive e orientali approdano alla cosciente formulazione dei due
poli fondamentali dell'arte astratta: quello lirico e spiritualistico di kandinskij, e quello geometrico e razionale che
fa capo a Malevic e a Mondrian. Nel 1911 Kandinskij, presenta la prima mostra del movimento Der Blaue
Reiter.
A quella data Kandinskij aveva già dipinto da un anno i primi acquerelli astratti e posto le sue basi
teoriche nel libroDello spirituale nell'arte.A Monaco, l'avanguardia riunita attorno all'artista e al clima simbolista,
neoromantico e spiritualistico del Blaue Reiter, annovera già grandi nomi quali Paul Klee, Franz Marc, August
Macke, Alfred Kubin, Alexej jawlenskij. Blaue Reiter, come nome, proviene da un'opera di Kandinskij del 1903,
esemplificativa dello spirito che animava il movimento: un cavaliere dal manto azzurro, simbolo di spiritualità,
conduce un cavallo, simbolo di energia psichica e dell'energia irrazionale delle passioni, del materialismo che
nega l'assoluto e l'esistenza di una realtà differente da quella posta di fronte ai nostri occhi.
Il misticismo della religione slava, insito nell'origine russa di Kandinskij, si coniuga con gli interessi
teosofici e con i caratteri dello spiritualismo tedesco che, con Lotze, aveva integrato il meccanicismo scientifico
in una visione superiore, subordinandolo a un principio di natura non meccanica. Ne discende che tutta la realtà
è spirito. Sono questi, gli anni in cui Rudolph Eucken spiega l'esistenza umana facendo riferimento agli
inscindibili rapporti dell'uomo e spirito dell'universo e in cui si diffondono le teorie di Freud e Jung sull'inconscio.
Nei suoi scritti Kandinskij ci parla della “spirituale apparenza del mondo” in cui concepisce una
gerarchia totalmente priva di separazioni tra spirito e materia. Infatti il suo cavaliere guida l'animale vivendo una
sorta di simbiosi con lui, l'io individuale si espande in totale armonia con l'universo. Il percorso di Kandinskij
verso il linguaggio di tipo astratto è fortemente paradigmatico. All'inizio del secolo, la partecipazione alle
sperimentazioni dello Jugendstil monacense è determinante per liberarlo dalle allusioni naturalistiche attraverso
le stilizzazioni lineari, che trovano la loro applicazione nel campo di decorazione e artigianato.
Tutta l'area tedesca è precocemente vivace in questo settore, non solamente a Monaco, ma anche a
Vienna dove in pieno clima della Secessione con la figura preminente di Gustav Klimt e dove la rivista “Ver
sacrum” diffonde il raffinato linguaggio della ornamentazione grafica stilizzata. Il terreno era già stato preparato
dalla scuola viennese, che con gli studi di Alois Riegl sulle arti minori aveva proposto una chiave di lettura
totalmente nuova per la storia dell'arte, proponendo una storicizzazione basata su due linee: una naturalistica,
l'altra astratta.
Quest'ultima si è sviluppata sia prima che dopo il naturalismo della Grecia classica, secondo un
processo di elaborazione delle immagini interno alla forma. Wilhelm Worringer nel librettoAstrazione e empatia,
pubblicato a Monaco nel 1908, e che, pur non trattando in maniera diretta i temi della ricerca artistica in corso, è
motivo di stimolo e di confronto per gli artisti del Blaue Reiter. Fondamentalmente, nel suo lavoro, Worringer,
evidenziache la tendenza astratta, con il suo procedimento alternativo all'imitazione, è sempre esistita nel
campo delle arti applicate, dell'arte popolare e primitiva. E seppur tale teoria non mancò di suscitare qualche
confusione tra arte astratta e decorativa, (tale perché priva di motivazione teorica e speculativa), ha avuto per
contro il pregio di aprire gli orizzonti di ricerca verso altri linguaggi e culture. Worringer parte da un presupposto,
che “l'opera d'arte come organismo autonomo si ponga dinanzi alla natura in posizione paritetica e, nella sua
essenza più profonda e più intima, rifugga da ogni implicazione connessa, ove per natura si intenda la
superficie visibile delle cose”. Da questa premessa discende l'altro concetto esaminato nel lavoro di Worringer,
l'empatia, che si riferisce al naturalismo considerato, sulla scia del Simbolismo, non come imitazione, ma come
evocazione della realtà mediante forme simboliche che influenzano psicologicamente lo spettatore.
Il mondo della cultura germanica ha continui scambi con l'ambiente culturale francese, ma il contatto
diretto con le opere di artisti come Gauguin e dei fauves contribuì a portare profonde modificazioni nelle opere
che Kandinskij dipinge al suo ritorno in germania, a Monaco.Strada a Murnau con donne, 1908,Impressioni,
Improvvisazioni,Composizioni, 1909-1914, si compie un vero e profondo riscatto verso l'imitazione attraverso
una progressiva sintesi che riduce il dato di natura ai suoi tratti essenziali sino ad annullarlo nella controllata
inquietudine delle vibranti, liriche effusioni di colore, in una miriade di segni armonizzati dalla logica del ritmo
musicale e dal dettato dell'impulso interiore:
“Nell'arte non si tratta di elementi formali, ma di un'aspirazione (=contenuto) interiore, che determina in
modo imperioso la forma”. Le contemporanee improvvisazioni sceniche, Suono giallo, Suono verde, Violetto,
articolate sulle variazioni della materia cromatica, evidenziano anche nei titoli le corrispondenze tra pittura e
musica, tra accordi cromatici e sonori che rendono le sue opere palpitanti di “risonanze interiori”. Si ribadisce,
con questo la componente simbolica della sua pittura che si inserisce nel quadro delle ricerche sulla sintesi tra
le arti, anticipata dal simbolismo musicale di Ciurlionis. Le parole daDellospirituale nell'arte sono a tal
proposito illuminanti: “Il giallo risuona come una tromba acuta[...] è un colore tipicamente terreno [...], l'azzurro
esula e sale al cielo [...] è il colore tipicamente celeste [...], Musicalmente il modo migliore di rappresentare il
verde assoluto sarebbe con i suoni calmi, lunghi, semibassi del violino [...]”. Analogamente, con la simbologia
della forma: “Un grande triangolo acuto diviso in sezioni ineguali, con la parte più piccola e più acuta rivolta in
alto: così si prospetta giustamente e in modo schematico la vita spirituale [...]. Al sommo del vertice sta qualche
volta un uomo solo. La visione gioconda è simile alla sua interiore, incommensurabile tristezza”. Durante la
guerra Kandinskij torna in Russia, dove incontra il Suprematismo di Malevic e il Costruttivismo di Gabo e
Pevsner che gli ispirano l'abbandono delle effusioni espressioniste per abbracciare la forma geometrica pura
capaci di evidenziare la capacità psichica del colore, lasciando fondamentalmente inalterata la sua poetica.
Kandinskij e Klee, dopo la guerra, saranno vicini a Gropius e incanaleranno queste proprie ricerche
nell'esperienza Bauhaus, finché saranno costretti ad abbandonare la Germania per l'avvento del nazismo.
Klee è accanto a Kandinskij nell'esperienza del Blaue Reiter, li accomuna l'istanza di rinnovamento in
senso astratto del linguaggio espressionista, depurato, però dalle problematiche più terrene e arricchito di
simbolismo spiritualistico. La pittura di Klee, come quella di Kandinskij, ha a disposizione una varietà di segni
infinitamente superiori a quelli disponibili in natura e carichi di significati non oggettivi, funzionanti da stimolo
psicologico. “L'arte degna di questo nome”, scrive Klee, “non rende il visibile: ma dissuggella gli occhi
sull'invisibile. Nella sua essenza il disegno induce facilmente e legittimamente all'astratto. Il caratttere fantastico,
mitico, quello che gli occhi dell'immaginazione discernono, allora si rivela e manifesta con grande precisione”.
La sua esperienza estetica, tutta formata sul segno grafico, incisivo, ironico, attento alle espressioni
psicologiche, si arricchisce man mano con lo studio progressivo delle quantità luminose e delle qualità timbriche
del colore. Con la conoscenza, nel 1913, delle ricerche di Delaunay sulla luce-colore e un viaggio in Tunisia gli
si svela il mondo delle potenzialità astratte e magiche del colore e questo viene a coincidere col suo approdo
alla pittura non-oggettiva.

venerdì 21 settembre 2007

Paul Klee" La ricerca dell'arte interiore"

A CURA DI DANILO PICCHIOTTI

Paul Klee
18 dicembre 1879
29 giugno 1940

Paul Klee nasce il 18 dicembre 1879 a Munchenbuchsee, nei pressi di Berna. Nato in una famiglia di musicisti, assume la cittadinanza tedesca del padre, Hans Klee; la madre Ida è svizzera. A sette anni Paul viene avviato allo studio del violino e diventa membro di un'orchestra. La musica lo accompagnerà per tutta la vita.
Frequenta i corsi della scuola primaria, ossia il Progymnasium e la Literaturschule nella sua città natale, mostrando però da subito una forte propensione per il disegno. E' solo tredicenne quando riempie innumerevoli taccuini di disegni, molti dei quali copie di calendari illustrati e di illustrazioni provenienti da riviste.
A partire dal 1895 si moltiplicano i disegni tratti dalla natura: Berna e i suoi dintorni, Friburgo, Beatenberg, il lago di Toune e le Alpi. Nel mese di novembre 1897 Paul Klee inizia a tenere anche un proprio diario, che prosegue in modo discontinuo fino al 1918 e che diventerà celeberrimo.
Stanco della vita che conduceva al suo paese, comincia a maturare esigenze di libertà e di approfondimento della sua arte, motivo per cui si trasferisce a Monaco, dove si iscrive alla scuola privata di disegno di Heinrich Knirr.
Parallelamente, l'incisore Walter Ziegler inizia Klee alla tecnica dell'acquaforte. Naturalmente comincia anche a frequentare la vita artistica e culturale del posto (frequenta fra l'altro il corso di Franz von Stuck all'Accademia Reale, in cui conosce Kandinsky). Ad un dopo concerto fa la conoscenza di una pianista: Karoline Stumpf, chiamata familiarmente Lily. Tra i due nasce una relazione: dieci anni più tardi si uniranno in matrimonio.
Nel curriculum di un artista di un tale livello di sensibilità e di preparazione culturale non poteva mancare, sulla scia dei suoi colleghi ottocenteschi, il viaggio in Italia. Nei primi del Novecento Paul Klee salpa per il Belpaese toccando Milano, Genova, Pisa, Roma, Napoli e infine Firenze. Tornato a Berna nel 1903, prepara la serie delle incisioni ad acquaforte, successivamente note come "Invenzioni".
La maturazione intellettuale e artistica di Klee è inarrestabile: nel 1906 avverte di avere ormai scoperto il proprio stile personale, sensazione testimoniata da queste parole tratte dal famoso diario: "Sono riuscito ad adeguare la natura direttamente al mio stile. Il concetto studio è superato. Tutto sarà Klee, sia che tra impressione e riproduzione passino giorni sia solo pochi istanti".
In settembre a Berna sposa Lily Stumpf; la coppia si trasferisce a Monaco e poco dopo nasce Felix, il primo figlio. A questa precisa consapevolezza segue però, solo l'anno successivo, un'amara delusione: la giuria di accettazione della Secessione primaverile di Monaco rifiuta le "Invenzioni" inviate dall'artista.
Per reazione Klee organizza la prima mostra personale con opere realizzate tra il 1907 e il 1910 al Kunstmuseum di Berna (agosto), alla Kunsthaus di Zurigo (ottobre), al Kunstandlung zum Hohen Haus di Wintertur (novembre) e alla Kunsthalle di Basilea (gennaio 1911).
Poco dopo Alfred Kubin fa visita a Klee ed esprime parole di caldo entusiasmo per i disegni dell'artista. Tra i due nasce una stretta amicizia e una fitta corrispondenza. Klee inizia a realizzare le illustrazioni per il "Candide" di Voltaire, che saranno pubblicate nel 1920 dall'editore Kurt Wolff di Monaco.
Nel corso dell'inverno è ammesso a far parte della cerchia del "Der Blaue Reiter" (la celebre "confraternita" creata da Kandinsky); inoltre conosce e frequenta Mark, Jawlensky e Verefkina. Dopo aver partecipato alla seconda esposizione del "Blaue Reiter" si reca a Parigi, visita gli studi di Delaunay, Le Fauconnier e Karl Hofer, e prende visione delle opere di Braque, Picasso, Henri Rousseau, Derain, Vlaminck e Matisse.
Il 27 novembre 1913 si costituisce la "Nuova Secessione di Monaco", Paul Klee fa parte del gruppo dei membri fondatori, mentre Marc e Kandinsky si tengono in disparte. L'anno successivo si reca in Tunisia, in compagnia di Macke e di Moilliet, toccando nel corso del viaggio varie località: Cartagine, Hammamet, Kairouan, Tunisi. Nel corso del soggiorno tunisino, il 16 aprile, scrive nel proprio diario: "Il colore mi possiede. Non ho bisogno di tentare di afferrarlo. Mi possiede per sempre, lo sento. Questo è il senso dell'ora felice: io e il colore siamo tutt'uno. Sono pittore".
Intanto però, accanto alle conquiste "private" del pittore, vi sono i drammi concreti e brutali a cui va incontro il mondo. E' la Prima Guerra Mondiale, un evento che scuoterà l'artista fin nelle fibre più profonde.
Presso Verdun cade ucciso Franz Marc; nello stesso tempo Klee riceve la propria chiamata alle armi ed è inviato a Monaco con il secondo reggimento di fanteria di riserva. Fortunatamente l'interessamento di amici influenti gli permette di restare lontano dal fronte sino alla fine del conflitto.
Terminato la guerra la vita riprende a scorrere in una relativa normalità. Nel maggio del 1920 alla Galleria Neue Kunst si tiene un'ampia retrospettiva dell'artista che presenta 362 opere. In ottobre, Walter Gropius, direttore del Bauhaus chiama Paul Klee ad insegnare a Weimar. Da questa esperienza, prenderanno corpo le edizioni del Bauhaus in due volumi i "Padagogisches Skizzenbuch" e un estratto delle lezioni del corso del 1921-22, intitolato "Beitrage zur bildnerischen Formlehre".
Nel mondo dell'arte prende sempre più corpo il movimento surrealista al quale Klee guarda con simpatia. E' un fatto storico, ad esempio, che l'artista prese addirittura parte alla prima esposizione del gruppo alla Galleria Pierre a Parigi.
Dal 17 dicembre 1928 al 17 gennaio 1929 compie un viaggio in Egitto con tappe ad Alessandria, Il Cairo, Assuan e Tebe. Il suo rientro coincide invece con la rescissione del proprio contratto con il Bauhaus, a favore di una cattedra all'Accademia di Düsseldorf.
A cinquant'anni Klee può dichiararsi un uomo arrivato, ammirato e rispettato com'è in tutto il mondo. Ma nuovi guai incombono su di lui e sulla sua famiglia. La tranquillità è minacciata da un nome preciso: Adolf Hitler. E' il 30 Gennaio del 1933 quando Hitler diviene cancelliere del Reich e gli effetti si fanno subito sentire.
Durante la loro assenza la casa dei Klee a Dessau viene perquisita a fondo, mentre in aprile viene richiesto all'artista di certificare la propria origine ariana. Alla fine di aprile Klee trasloca da Dessau a Dusseldorf. Nello stesso tempo viene licenziato senza preavviso dalla sua cattedra presso l'Accademia.
Dietro le insistenze di Lily, preoccupata delle intimidazioni naziste, Klee si decide e il 23 dicembre abbandonano la Germania per far ritorno a Berna nella casa di famiglia. Purtroppo, appena giunti a Berna, quasi subito si manifestano i primi segni della dolorosa sclerodermia che porterà Klee alla morte, cinque anni più tardi.
In Germania intanto la sua arte viene messa alla berlina. Il 19 luglio del 1937 si apre a Monaco l'esposizione di quella che i nazisti avevano tacciato come "Arte degenerata" (un sigillo che coinvolse una vastissima area della produzione artistica, in primis, naturalmente, quella musicale, in quel periodo troppo avanzata per le "delicate" orecchie degli ottusi nazisti); Klee è presente alla mostra con 17 opere, additate come altrettanti esempi di una forma di espressione assimilata a quella dei malati di mente. Almeno un centinaio di opere vengono ritirate dalle collezioni tedesche. In segno di ammirazione e di sostegno, il 28 novembre 1939, Klee riceve la visita di Picasso.
Nel febbraio successivo la Kunsthaus di Zurigo ospita una esposizione di 213 opere degli anni compresi tra il 1935 e il 1940. Il 10 maggio Klee entra in sanatorio per essere poi ricoverato, all'aggravarsi delle sue condizioni, all'ospedale di Locarno-Muralto. Qui Paul Klee morirà il 29 giugno 1940.